Come è fatto un caricabatterie solare? Andiamo a scoprirlo

Grazie ai passi avanti della tecnologia, in questi anni è stato possibile realizzare strumenti molto utili e rispettosi dell’ambiente quali i caricabatterie solari. Usare il sole o almeno la luce per tenere sempre attivi i nostri apparecchi è un’ottima soluzione per rispondere anche alle sempre maggiori esigenze di autonomia dei dispositivi elettrici o elettronici che utilizziamo normalmente. Per capirne di più in un panorama di mercato sempre più ampio di risposte ad esigenze diverse, la cosa che anzitutto dovete fare è cercare informazioni perché prima di acquistare un caricabatterie ad energia solare, anche se si tratta di un dispositivo abbastanza semplice da usare, è giusto che abbiate chiare le ragioni del vostro acquisto e le finalità per cui desiderate avere questo apparecchio.

E tra le prime domande che in genere vengono poste c’è quella relativa a quali siano le componenti di questi apparecchi e quanto costino.
Per il primo quesito possiamo dire che una è la struttura esterna che varia in base al tipo di caricabatterie, portatile o no. E’ in plastica dura con la presenza di una o più uscite usb che servono a collegare gli apparecchi ed effettuare la ricarica vera e propria. In genere in alto sul caricabatterie ben in vista, ci sono i pannelli fotovoltaici. Questi sono ovviamente i protagonisti di questi dispositivi dal momento che sono proprio quelli che lavorano per trasformare la luce in energia. Di solito i pannelli possono essere di due tipi, monocristallini o policristallini.
Nella confezione ci sono anche i cavi adatti alla ricarica dei dispositivi elettronici e sono in genere cavi usb. E per finire il regolatore di tensione montati all’interno per regolare il livello di tensione raggiunto dall’energia trasmessa dai pannelli solari al dispositivo da ricaricare.
I costi sono più che accessibili: da 20 a 50 euro per modelli portatili, da 40 a 100 euro per quelli non portatili.