Macchine casalinghe per il sottovuoto: errori da non fare

Pur essendo da sempre utilizzata, la conservazione sottovuoto a livello casalingo è spesso stata utilizzata in maniera parziale o inefficace.
Molto spesso per “conservazione sottovuoto“ di una pietanza intendiamo semplicemente inserirla in un barattolo con chiusura (a nostro avviso) ermetica.
Una macchina per il sottovuoto fa molto più di questo: essa mette infatti il cibo in una condizione di pressione negativa, ritardandone la disgregazione organica e proteggendola dunque dal proliferare di muffe e batteri. Mettere un alimento in un ambiente privo di aria ne previene infatti l’ossidazione e dunque la naturale alterazione.

In questo articolo vediamo esattamente come ciò avviene.

La tecnica della conservazione sottovuoto

Le macchine per il sottovuoto permettono di conservare i vostri alimenti più a lungo rispetto a qualunque altra modalità, senza intaccare la struttura molecolare del cibo, come invece avviene quando lo sottoponiamo a temperatura molto basse.

N.B. Non essendo esposto al contatto con l’aria, il cibo dura di più nel tempo e può conservarsi per settimane o addirittura mesi.

Oggi il confezionamento sottovuoto dei cibi è utilizzato sia a livello industriale che nel privato, sia con cibi crudi che cotti.
Le macchine per il sottovuoto fanno quello che si faceva un tempo, ma in maniera ancora più efficace, ovvero “aspirano“ l’aria e fanno si che il cibo non trovi alcun contatto con l’esterno.
Inoltre vengono vendute equipaggiate di sacchetti igienici ed ermetici, appositi per limitare il contatto con l’aria.

Le proprietà della conservazione sottovuoto

La conservazione dei cibi mediante tecnica sottovuoto rappresenta una valida alternativa ai sistemi più utilizzati di conservazione.
Questa tecnica è assai indicata per mantenere inalterate le proprietà organolettiche delle pietanze; è naturale, ecocompatibile e soprattutto limita il rischio di intossicazioni alimentari, dal momento che, come spiegato, è sicura e non rende vita facile ai batteri.

Per creare un perfetto “sottovuoto“, molti produttori di sigillatrici suggeriscono una doppia sigillatura, che si può anche potenziare con un successivo congelamento.
Veniamo al costo: una buona macchina sigillatrice per l’utilizzo casalingo solitamente costa tra i 200 e i 300 euro; le sigillatrici alimentari professionali – utilizzate presso le gastronomie e la grande distribuzione alimentare – possono arrivare a costare anche 2000 o 3000 euro.

Diciamo dunque che, se la nostra è una famiglia assai numerosa, o abbiamo una piccola attività (come un bar o una tavola calda) e la nostra esigenza è quella di conservare pietanze o piatti pronti per lungo tempo, la spesa per l’acquisto di una sigillatrice alimentare di fascia media è sicuramente giustificata.