Seggiolone: perchè sì, perché no

La presenza di un neonato all’interno di una casa spinge naturalmente i neo genitori ad adottare una lunga serie di oggetti che si ritiene possano rivelarsi indispensabili, senza magari poi esserlo realmente. Tra di essi c’è anche il seggiolone, ovvero la seduta che viene spesso utilizzata per riporre il bebè in determinati momenti, come ad esempio quando si è stanchi dopo averlo tenuto a lungo in braccio o si devono avere le mani libere al fine di poter espletare altre attività. Ideale in tal senso è ad esempio il seggiolone da tavolo, il quale consente di tenere a portata di mano il piccolo quando la famiglia si siede per consumare i pasti.
Va però sottolineato come i pediatri siano spesso contrari al suo utilizzo. Non solo per i pericoli che esso può comportare, proprio in considerazione delle notevoli altezze cui può arrivare e che possono rivelarsi rischiose in caso di accidentale caduta, come del resto dimostrano le statistiche provenienti dal pronto soccorso di molti ospedali che vedono arrivare ogni anno un notevole numero di piccoli utenti incappati in episodi di questo genere. Andiamo a vedere più da vicino la questione.

I pediatri consigliano di utilizzare il meno possibile il seggiolone

Per i pediatri, nel corso dei primi mesi di vita è fondamentale tenere il più possibile in braccio i neonati. A consigliare tale modus operandi è in particolare la constatazione che proprio in questo modo è possibile stabilire un contatto strettissimo tra i piccoli e i genitori, favorendo il formarsi di un senso di reciproca appartenenza.
Proprio per questo motivo sono quindi soliti consigliare di limitare al massimo l’utilizzo di sedute come il seggiolone o la sdraietta, che dovrebbe essere circoscritto allo stretto indispensabile, ovvero alle situazioni in cui proprio non si può fare a meno di posizionare il piccolo all’interno della seduta.

Il seggiolone è comunque utile

Se abbiamo visto il parere dei pediatri, occorre anche però ricordare l’evidente utilità del seggiolone e di altre sedute analoghe. Proprio grazie ad esse i genitori possono infatti evitare di dover posizionare il piccolo all’interno di una culla che gli precluderebbe la visione di tutto quello che gli accade intorno, in un momento in cui la sua naturale curiosità può rivelarsi utilissima ad una presa di contatto con la realtà circostante. Un vantaggio cui va naturamente ad aggiungersi a quello derivante dal poter comunque avere il bimbo sempre a stretto contatto visivo, senza doversi preoccupare di doverlo magari controllare a distanza per sincerarsi del suo stato di benessere.